Torni a casa. È tardi, e non hai voglia di cucinare. Divori in pochi minuti quello che riesci a recuperare dal frigo. Poco dopo, avverti la sensazione di un sasso nello stomaco.
Cosa succede?
Succede che la tua digestione si svolge secondo tempi ben precisi, e il tutto inizia dalla bocca, prima tappa obbligatoria di questo lungo procedimento.
Quando andiamo di fretta, mastichiamo poco e male e buttiamo giù dei bocconi che saranno più impegnativi da digerire.
Peggio ancora se allo stesso tempo siamo in piedi o stiamo parlando di qualcosa che non ci rilassa: il nostro stomaco avrà l’impressione che stia avvenendo una lotta, altro che momento di pace.
Ognuno di noi impiega tempi diversi per mangiare, e ciò può cambiare da persona a persona a seconda del tempo a disposizione, della qualità della dentatura, dell’età, della porzione del piatto che si ha di fronte e del luogo in cui si sta consumando il pasto (al ristorante si procede decisamente più tranquilli, no?).
Se ti senti appesantita o gonfia dopo i pasti, devi prestare attenzione al tempo che impieghi per concludere la tua pietanza, perché il problema potrebbe essere non su cosa hai mangiato, ma su come e quanto velocemente lo hai fatto.
Nonostante le variabili soggettive, in questo articolo ti darò precise indicazioni su quali dovrebbero essere le regole d’oro da seguire a tavola, per far avviare la digestione nel miglior modo possibile.
In media, dovrai impegnarti a rispettare questi tempi:
—> 12-15 minuti (almeno) per consumare un pasto composto da una pietanza, vale a dire un primo o un secondo, con verdura;
—> 20-25 minuti (almeno), per consumare un pasto completo, composto da un primo, un secondo e una verdura.
Se quotidianamente impieghi molto meno tempo, andrai incontro a tre effetti negativi:
- cattiva digestione: mangiando in maniera veloce, impulsiva o arrabbiata andrai a divorare il pasto non masticando il cibo nel modo corretto, buttandolo giù in pezzi molto più grandi di come dovrebbe essere per aiutare il lavoro dello stomaco. Questo influirà negativamente sulla tua digestione che inizia proprio nella bocca, tramite l’azione enzimatica della saliva e meccanica dei denti. Se viene a mancare la triturazione dentale e un adeguato contatto con la saliva, il tuo povero stomaco farà molta più fatica a digerire;
- difficoltà a saziarti: man mano che il volume dello stomaco viene riempito, a livello cerebrale parte la secrezione di un ormone che ci comunica quanto ci stiamo saziando. Quindi, è lo stomaco stesso che, quando è pieno, avvisa il cervello di non ingerire altro cibo per evitare di sentirsi male. Se è nostra abitudine mangiare troppo velocemente, questa comunicazione tra stomaco e cervello non avviene, e di conseguenza ci sazieremo molto più tardi. Basti pensare a quelle giornate in cui avverti sempre fame: quasi sicuramente, c’è di mezzo lo zampino della fretta a tavola;
- ingloberai aria: sembra strano, ma facendo bocconi grandi e veloci riesci a “mangiare” anche aria, peggio ancora se allo stesso tempo stai portano avanti una discussione animata con i commensali. L’aria che entra attraverso la bocca potrebbe ritrovarsi anche all’interno del tuo stomaco, e poi più giù nell’intestino, e in molte persone provoca numerose eruttazioni.
Ora che hai compreso quanto sia importante essere calmi durante l’atto del mangiare, eccoti svelati i trucchetti d’oro per evitare di mangiare veloce:
- sostituire la forchetta classica con quella da dolce: essendo più piccola, ti farà ingerire meno cibo ti farà procedere molto più lentamente;
- cronometrarsi: è un vero e proprio esercizio che vale davvero la pena provare. Quando sei a tavola, pronta per iniziare il pasto, aziona un timer e mettilo da parte. Una volta finito, riprenderai il cellulare e ti renderai conto di quanto avrai impiegato. Quel tempo sarà il tuo tempo 0, lo appunterai e ripeterai la stessa operazione per almeno altre 4-5 volte nelle settimane successive, cercando di essere di volta in volta più lenta nel masticare e guadagnare qualche minuto in più. Quando raggiungerai i tempi che ti ho indicato sopra, avrai raggiunto l’obiettivo.
Mi raccomando, provaci davvero e vedrai che, dopo mangiato, il tuo stomaco non farà più gli stessi capricci di sempre.
La tua Doc,
Rossella